SCAVARE UNA BUCA
GIOVEDI' 9 GIUGNO 2011, ORE 21.30, A VIRUSLIBRO
CRISTIANO CAVINA PRESENTA "SCAVARE UNA BUCA"
EMPOLI, CHIOSTRO DEGLI AGOSTINIANI
Il loro lavoro è scavare nella polvere. Perforano, disgaggiano, frantumano: coltivano la pietra. Manovrano mezzi giganteschi in un anfiteatro a gradoni scavato su misura per far sedere gli dei.
Potrebbero sentirsi invincibili, se non fosse per quel rosso che al tramonto tinge la pietra. E per il brontolìo di tuono che rimbomba quando scaricano i cristalli nelle viscere della montagna. Nel loro lavoro gli errori si pagano.
Edmeo e Cavalletta sono entrati in cava con quattro braccia e ne sono usciti con uno: il sinistro di Cavalletta.
È pericoloso violare la scorza della terra. Sotto c’è un pianeta remoto, una forza che li spia dai fori che aprono sulla sua superficie o dagli angoli più nascosti delle gallerie.
È un lavoro in terra di frontiera. Non è un modo come un altro per portarsi a casa uno stipendio.
Luciano ha vent’anni soltanto.
I suoi passi affondano nel terreno molle della galleria. Il suo sguardo cerca altri occhi, un consiglio, una guida.
Non vorrebbe essere lì, in quell’oscurità paurosa. Altri ce l’hanno mandato.
E ora lui spera che altri lo tirino fuori. Ma in quella poltiglia melmosa, nel frastuono dello scavo, le parole sono poche e difficili. La pelle è più dura, la polvere copre ogni cosa. Le emozioni sono cristalli grezzi troppo facili da frantumare.
Intanto, bisogna scavare.
E a furia di scavare, arriveranno all’inferno.
anteprima
“Noi facciamo attenzione al lavoro” disse.
“E non è perché siamo migliori degli altri. Solo ci piace fare le cose come devono essere fatte. Tutto il mondo è così, ma se vai di fretta o non ti piace quello che fai in un ufficio, al massimo pasticci una pratica, sbagli a spedire un ordine o ti addormenti davanti a un monitor. Ti viene un esaurimento dopo vent’anni, ma nessuno ci fa caso, tanto stai per andare in pensione e sei un vecchio rimbambito come ce ne sono a milioni. Mentre se sbagli qui, il mondo ci mette un attimo a crollarti addosso”
"La cava è grande, una voragine nella montagna, un gigantesco anfiteatro greco.Non ci credevano, invece a furia di scavare hanno davvero abbassato la montagna.Guidano veicoli che ondeggiano come navi, più grandi delle loro case. Ci entrano giovani, si ricoprono di polvere: Edmeo e Cavalletta hanno cominciato con quattro braccia e ne sono usciti con uno solo, il sinistro di Cavalletta.
Risalgo le curve con il mio camion, verso il tramonto, il braccio fuori del finestrino. I gradoni di pietra della cava diventano sempre più rossi.
A casa mi aspetta la Sabri, che fischietta dopo l’amore, le figlie Nora e Nicoletta, e un ometto che tutto insieme farà quindici chili a dir tanto.
Quel colore della pietra rossa a noi camionisti non è mai piaciuto.
Non ti ci abitui nemmeno se lo vedi tutti i giorni. Non è il colore che il buon Dio ha dato alla pietra, se posso dire la mia."
Presentazione a Milano l'8 novembre.
Con il suo nuovo romanzo (in libreria dall’11 novembre) esce dalla storia personale e batte nuove strade. “Scavare una buca” (Marcos Y Marcos) è una storia di miniera. Cristiano le affida le sue convinzioni profonde sulla responsabilità, la purezza, il lavoro. È un romanzo che cala nella realtà del mondo la sua prima regola di vita: nessuna scorciatoia, nessun compromesso.
Lavorano nella polvere, nel frastuono dello scavo. Provano la meraviglia e l'inquietudine di chi spiana le montagne senza essere nato Dio. Poi, dopo la fine turno, chissà; ciascuno sa così poco degli altri. Lavorano fianco a fianco, a volte rischiano la vita insieme; si riconoscono per quello che sono. Non c'è altro.
E d'un tratto un ragazzo che si aggira spaurito nel fango delle gallerie ha uno sguardo che chiede, che pone domande.
Ma le risposte non sempre si possono dare, a volte sono troppo sepolte, o troppo evidenti.
E in quel silenzio che vibra, e rimbomba di fragori lontani, si prepara una tragedia inevitabile.
“Scavare una buca” verrà presentato in anteprima l'otto novembre a Milano, in collaborazione con la compagnia teatrale Quelli di Grock, nell'ambito del ciclo Libri a Teatro. Sarà presente Cristiano Cavina. (Teatro Leonardo, via Ampère 1, ore 19.30).
L'AUTORE
Cristiano Cavina (video) vive a Casola Valsenio, nell’Appennino faentino. Sua madre, che l’ha cresciuto da sola, vi accompagnerebbe alla Chiesa di Sopra per mostrarvi le pietre, le erbe, la luce sui pascoli di fronte.
Nei bar di Casola, sulle panchine, alla Festa dei frutti dimenticati regnano le storie. I giovani le ascoltano dai vecchi e ne raccontano di nuove: belle, esagerate. Cristiano per viaggiare non deve fare molta strada. Attraversando l’Europa e l’America si è divertito parecchio, ma la sua avventura è ogni giorno, lì.
Ha già pubblicato quattro romanzi, con successo crescente: Alla grande, Nel paese di Tolintesàc, Un’ultima stagione da esordienti e I frutti dimenticati.
Ha vinto importanti premi letterari: Premio Tondelli, Castiglioncello, Vigevano, Francesco Serantini, Selezione Premio Strega 2009.
I lettori amano la sua natura sincera e vulcanica e la critica più severa lo considera uno dei migliori scrittori italiani della nuova generazione. Lui sforna pizze buonissime nella pizzeria di famiglia e gioca con il figlio Giovanni. Questo romanzo è una storia di miniera e rende testimonianza della sua prima regola di vita: niente scorciatoie, niente compromessi.
sul WEB:
- ONLI.IT (1/11/2010)
- IL SENIO MORMORA (27/10/2010)
- PD CASOLA VALSENIO (27/10/2010)

















